Tutela della privacy

La Legge n° 675/96, meglio conosciuta come la legge sulla privacy, impone al personale medico ed infermieristico alcune incombenze, molte delle quali peraltro già contemplate dal Codice Deontologico riguardanti il segreto professionale:
- il medico deve serbare il segreto su tutto ciò che gli viene confidato o che può conoscere in ragione della sua professione, nonché sulle prestazioni effettuate o da effettuare;
- il medico deve tutelare la riservatezza della documentazione in suo possesso riguardante i pazienti;
- nella compilazione e trasmissione di ogni atto deve essere garantita la tutela della segretezza;
- nelle banche di dati "sensibili" (tra cui la legge designa anche i dati relativi alla salute della persona) devono essere assicurate la tutela della riservatezza e la conservazione delle informazioni.
Il segreto professionale, assoluto e inderogabile nella sua sacralità già nel Giuramento di Ippocrate, rappresenta anche negli ordinamenti moderni un fondamentale obbligo sia etico che giuridico. In particolare i medici non potranno più fornire alcuna indicazione sulle condizioni di un paziente, nemmeno ai parenti più prossimi senza il consenso dell'interessato.
Si dovrà, dunque, aver cura di attuare tutte quelle procedure atte a salvaguardare la privacy del cittadino utente. Si dovrà evitare l'esposizione ai piedi del letto delle cartelle cliniche o di parte di esse, l'esposizione dei nomi dei ricoverati ovvero dare l'informazione del ricovero solo previa autorizzazione del diretto interessato. Particolare cura andrà posta anche nel rilascio, in busta chiusa ai diretti interessati (o a chi è espressamente delegato), delle refertazioni degli esami diagnostico-strumentali o delle cartelle cliniche.
È quindi necessaria, all'atto del ricovero, una sottoscrizione liberatoria del paziente per la acquisizione dei dati anagrafici e di tutti i dati utili al regolare svolgimento del periodo di degenza .
Gli aspetti inerenti la corretta gestione della privacy si possono pertanto riassumere nei s e g u e n t i :
- Informativa - L'informativa al paziente sulle modalità di utilizzo dei dati personali deve essere comunicata con un linguaggio comprensibile, indipendentemente dal mezzo di comunicazione utilizzato.
- Cartelle cliniche, esami, certificati - I referti degli esami, la copia delle cartelle cliniche e similari devono essere sempre consegnati al diretto interessato; l'eventuale consegna, in busta chiusa, ad altre persone deve essere autorizzata da opportuna delega scritta. I dati sanitari possono essere resi noti all'interessato solo tramite un medico di reparto o altra figura addetta.
- Informazioni a terzi - Il medico può dare notizie cliniche a terzi solo se espressamente designati dal paziente.
- Cartelle cliniche - Il medico deve adottare tutti quei provvedimenti atti a tutelare la riservatezza della raccolta dei dati clinici, informando il personale dipendente che è tenuto al segreto professionale (infermieri o collaboratori sanitari), o d'ufficio (per il restante personale). Le cartelle andranno conservate in posti sicuri.
- Elenchi dei ricoverati - È possibile divulgare notizie sulla presenza di degenti nella struttura, salvo volontà contraria espressa dall'interessato.
Per la gestione dei suddetti e di ulteriori aspetti legati alla tutela della privacy la Casa di Cura Stella Maris ha predisposto opportune procedure operative interne per il personale medico ed infermieristico.

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